Lupita conquista Vogue ottobre

 

Vogue si tinge ancora di nero. A settembre aveva celebrato l’autunno con Beyoncé, quest' ottobre s’illumina di classe con il talento di Lupita. Attrice, modella, regista.

 

Lupita in  una scena di 12 anni schiavo

 

Una donna che ama i primati. Nata in Messico nel 1983 ma cresciuta in Kenya, Lupita è stata la prima attrice messicana e keniota a vincere un Oscar grazie al film “12 anni schiavo”, nel 2013.

“La donna più bella” del 2014 secondo People; “Donna dell’anno” per Glamour.

 

Lupita in una scena di "Star Wars: The Force Awakens"

 

Una carriera costellata di successi. Presto sarà infatti protagonista nella versione 3D del film  “Il libro della giungla” e dell’attesissimo “Star Wars: The Force Awakens”.  

In questo numero, Vogue le dedica la copertina di ottobre, più un’esclusiva intervista. I sontuosi abiti che la vestono, non sono che il riflesso della sua luce.

Ma non è sempre stato così. 

 

Lupita da piccola

 

La seconda di sei fratelli, Lupita (diminutivo di Guadalupe) nacque in Città del Messico nel 1983. I genitori furono costretti a lasciare il Kenya per via delle pesanti minacce indirizzate al padre, allora coinvolto nella politica del Paese. Già nel 1980, lo zio Charles fu assassinato e gettato in mare da un vaporetto.

 

La tribù Luo

  

Entrambi i genitori sono di discendenza Luo, una tribù nilotica emigrata dal Sudan, tra le più scure d’Africa. 

Lupita confessa di non aver mai apprezzato questa eredità. A scuola, la lingua dei Luo era strettamente vietata. 

“Anche per questo mi sono sempre vergognata nel parlare la mia lingua madre… Non ho mai accennato con piacere alle mie origini Luo, da adolescente”.

Dai Luo, Lupita ha ereditato anche il suo splendido incarnato scuro; “troppo scuro” per la televisione di Nairobi, che le negò una carriera nel mondo dello spettacolo.

 

 

Quando si trasferì in America, si trovò faccia a faccia con i pregiudizi della gente.

Uno dei docenti dell’università del Massachussets, dove studiò cinema e studi africani, le ordinò di fare un corso di recupero di grammatica al Writing Center. Ma giunta lì, l’insegnante le chiese cosa ci facesse in quella classe: i suoi compiti erano perfetti. Fu allora che Lupita notò gli errori degli altri compagni, quelli bianchi. Loro, però, non erano stati mandati alla classe di recupero. A differenza di lei… e di un altro ragazzo, nero come lei.

 

Intervista a Lupita

La sua identità di donna nera, in America, dovette fare i conti con una nuova realtà, ben diversa da quella africana.

“In Africa non sono cresciuta con un concetto di razza. La nostra identità si fonda sulla cultura e l’etnia, non sulla razza. Non ho mai usato la parola nero da bambina. Non c’era motivo. Perché mai avrei dovuto usarla?”

 

 

Lupita parla della sua grande passione: intrecciare i capelli

 

Voi che ne pensate? Afroitalian regalerà questo numero a uno dei fortunati amici della pagina Facebook. Appena toccherà i 1000 Mi Piace, Lupita e Vogue ottobre potrebbero essere vostri;D

 

 

 

 

 

 

 

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5 comments

  • Carolina
    Carolina
    Bellissima Lupita! Io trovo il suo incarnato molto affascinante!

    Bellissima Lupita! Io trovo il suo incarnato molto affascinante!

  • Mari
    Mari
    Concordo con te Carolina;D

    Concordo con te Carolina;D

  • Jennifer
    Jennifer
    Che bella che è. La classe non è acqua.

    Che bella che è. La classe non è acqua.

  • Raffaella
    Raffaella
    Lo voglio io questo numero di Vogue, please!

    Lo voglio io questo numero di Vogue, please!

  • Anuk
    Anuk
    Splendida lei. Mi sa che in copertina indossa un Valentino se non sbaglio...

    Splendida lei. Mi sa che in copertina indossa un Valentino se non sbaglio...

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