Il mio libro a Parma: tra multicultura e carrambate

 

“Razzismo all’italiana” è approdato a Parma (acquistalo qui). Ieri sera, alla Libreria Ubik del centro, l’amico Andrea Casale ha dato vita a uno degli eventi più belli dell’anno. La sala gremita con tanto di gente fuori a ascoltare, ne è stata la prova. Ma non solo: il pubblico è stato protagonista di una festa multiculturale in cui abbiamo scambiato opinioni sul caldo tema del razzismo

 

Andrea Casale, mitico organizzatore dell'evento 

Niente di pesante o melodrammatico, anzi, tante risate. E’ stata questa la soddisfazione più grande: la verve comica di Andrea (oltre alle sue riflessioni, ça va sans dire), le pagine del mio libro e le esperienze tragicomiche di grandi e piccini sono state un quadro perfetto dell’Italia di oggi. Il razzismo c’è ed esiste: a partire dalla scuola, come ci ha fatto anche notare il prof. Pavano. 

 

 

"Quando mamma mi accompagnò in classe, fui assalita dal panico e scoppiai in lacrime. Un classico. Cercai piano piano di ambientarmi e fare conoscenza coi miei compagni. Quelli, però, o mi guardavano come un’appestata, o manco mi rispondevano. Mi avevano etichettata, io ero quella da evitare. Mi regalarono un nome; era la seconda volta che mi succedeva, ma non aveva niente a che fare con quello ruandese: per tutti ero la negretta". (Dal capitolo: “Zingonia, non lo auguro a nessuno”)

 

 

Il razzismo e il bullismo trasformano il bambino in una sorta di mostro: non si ama, odia il colore della propria pelle e finisce per diventare un adulto fragile e insicuro, come la sottoscritta.

 

 

"La mia infanzia fu segnata dallo spauracchio dell’uomo nero: i libri che leggevo associavano il nero al male, al funerale, all’assassino, alla strega, al ladro, al lupo, al brutto anatroccolo, al gatto porta–sfiga. . . Ma più di ogni altra cosa, nero equivaleva a sporco. La saponetta per schiarire la pelle aveva posto fisso tra la crema allisciante e la piastra per capelli, sullo scaffale del bagno. Il nero andava lavato via, in tutte le sue ostentate forme d’espressione. La pelle scura doveva essere schiarita; i ricci che l’accompagnavano, distrutti". (Dal capitolo: “Chi ha paura dell’uomo nero?”)

 

Con Aida di D-B Magazine

La domanda più bella mi è stata rivolta da un papà africano, mentre tra le braccia stringeva la figlioletta: “Come posso essere un genitore migliore per mia figlia che non ama la sua pelle nera?”

 

 

Premettendo che non sono un genitore, posso però dare un consiglio da figlia. Una cosa che mi è mancata, crescendo, è stato un modello nero positivo in cui riconoscermi. Basta poco per fare tanto: una bambola nera coi bellissimi ricci africani; una favola in cui i protagonisti e gli eroi siano neri; un romanzo con personaggi africani o afro-italiani in cui identificarsi; e tutta la letteratura afroitaliana e in particolare africana che riporti alle proprie radici, valorizzandole. Ma non è finita: mostre fotografiche e artistiche, pellicole e cartoni animati con protagonisti neri che possano ispirare. Anche occasioni d’incontro con bambini afroitaliani o di origine straniera in generale sono importantissimi, perché aiutano a muoversi con più agio nella società. Naturalmente, da adulta, sarà la bambina a decidere la cerchia degli amici, al di là del colore della pelle e della nazionalità. Ma frequentare un ambiente multiculturale non può che allargare le sue vedute e stimolarla a conoscere chi, come lei, ha un bagaglio così ricco e speciale.

Infine, un ultimo consiglio: “Dille che le vuoi bene tutti i giorni, dille che è bellissima perché ha la pelle nera dei suoi genitori, i bellissimi ricci di mamma e papà, e che è perfetta così com’è”.

 

Eudosie e le bellissime figlie: la Carrambata della serata! 

La serata si è conclusa con una Carrambata: una cara amica di famiglia, rwandese e sposata con un italiano, è venuta a trovarmi con le sue splendide figlie. Ho lottato per non piangere ma non ce l’ho fatta. Non poteva essere un finale migliore. Anche per il pubblico che ci ha seguito in streaming!

 

 

Ieri a Parma ho lasciato un pezzo di cuore: finora è stata la presentazione più bella e calorosa. Grazie ad Andrea che si è fatto in quattro per l’evento in tutti i modi possibili, grazie alla mitica Libreria Ubik che vi consiglio di visitare se siete a Parma, grazie a tutte le persone intervenute così numerose all’evento.

 

 

Intanto il tour del libro continua e a chi fosse ispirato dico: adotta un libro afroitaliano nella tua città! Adotta “Razzismo all’italiana” ;D

 

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4 comments

  • LadyB96
    LadyB96
    Bellissimo, mi sarebbe tanto piaciuto esserci ma vivo lontano. A quando una presentazione a Roma?

    Bellissimo, mi sarebbe tanto piaciuto esserci ma vivo lontano. A quando una presentazione a Roma?

  • Marilena
    Marilena
    @Ladyb96 Ciao, sarò a Roma il 26 luglio alla Libreria Griot di trastevere. Vieni a trovarmi!

    @Ladyb96 Ciao, sarò a Roma il 26 luglio alla Libreria Griot di trastevere. Vieni a trovarmi!

  • EstherM91
    EstherM91
    Complimenti Marilena per l'iniziativa, la trovo stimolante e un potenziale collante per le voci di chi come noi nasce a cavallo di due culture. Voglio comprare il tuo libro perchè mi ha incuriosita moltissimo, spero di conoscerti di persona. In bocca al lupo per i tuoi progetti!

    Complimenti Marilena per l'iniziativa, la trovo stimolante e un potenziale collante per le voci di chi come noi nasce a cavallo di due culture. Voglio comprare il tuo libro perchè mi ha incuriosita moltissimo, spero di conoscerti di persona. In bocca al lupo per i tuoi progetti!

  • Stephanie95
    Stephanie95
    Complimenti Marilena, anch'io spero di leggere il tuo libro al più presto. A quando una tappa a Bergamo? In bocca al lupo

    Complimenti Marilena, anch'io spero di leggere il tuo libro al più presto. A quando una tappa a Bergamo? In bocca al lupo

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