Africa-Italia: di danze tribali, calciatori molesti e un libro che spacca

Agitatissima mentre tento di imitare una fantastica ballerina di Intore!  

Sono appena tornata dall’Africa. Un viaggio pazzesco che mi ha catapultata prima in Malawi, poi in Rwanda, la terra di mia madre. E lasciatemelo dire, stare sotto al sole invece che al freddo e al gelo, mi ha fatto anche bene.

 

 

Mio marito e io abbiamo ripercorso i nostri passi verso le colline di Zomba. Lassù c’è una Prigione di Massima Sicurezza dove un gruppo di carcerati è in lizza per i Grammy Awards 2016. Sono i musicisti di Zomba Prison Project, l’album prodotto da mio marito e di cui ho curato foto e filmati.

Un’emozione fantastica rivedere Flosse, Gladis, Agnes, Clethus, Stefano e tutti gli altri carcerati che hanno preso parte a questo progetto! Molti di loro hanno già scontato la loro pena grazie a dio, altri li ho ritrovati emaciati, emaciati ma felici di rivederci. Solo una donna è morta, Elube, le cause sono del tutto nebulose. 

 

Abuba nel 2013

Abuba, il bambino che volevo quasi portarmi in Italia, ha lasciato il carcere perchè ormai ha più di 5 anni. Suor Anna gli ha trovato un posto sicuro in cui crescere: è sua mamma, infatti, che è morta, mentre la nonna è ancora chiusa in carcere. 

Il successo di questo album nasce dall’unione delle voci maschili e femminili, e non esclusivamente maschili come si è tanto parlato. Non è la band della prigione a essere nominata, sono alcuni membri della band più le donne prigioniere. E proprio le donne vantano il numero più alto di canzoni. Loro che a differenza dei compagni maschi non hanno a disposizione strumenti musicali: solo voce e percussioni improvvisate.

Questa nomination arriva quando il Malawi è stato classificato il Paese più povero al mondo da una recente indagine condotta dalla World Bank.

Ma il Malawi non è solo povertà, il Malawi è musica e finalmente avrà voce. Incrociamo tutti le dita e facciamo il tifo per Zomba Prison Project ragazzi (ascoltate l’album qui)!!!

 

 

Sicché una settimana dopo, lascio il Malawi e volo in Rwanda. Da ignorantona quale sono, mi giunge inaspettata la notizia che proprio il Rwanda ospita l’African Nation Championship!!! E siccome sono a Huye, sede di uno degli stadi in cui si svolge il campionato di calcio, mica mi becco i calciatori di Congo, Costa d’Avorio e Camerun?! Nello stesso hotel! E io che immaginavo un soggiorno tranquillo e appartato! Il clima da stadio si sente anche in hotel, e la cosa mi eccita e deprime al contempo. Mi eccita perché ho l’onore di vedere di persona questi dei dell’olimpo. Mi deprime perché al buffet del mattino mangio gli scarti avanzati da un’orda di giovani giustamente affamati e più bisognosi di calorie che la sottoscritta; al buffet della sera, più chic, devo rinunciare perché non sono una VIP. 

Io mi rassegno e continuo a tifare il mio Rwanda (che proprio ieri ha perso contro il Congo mannaggia!).

 

 

In tutto questo mi butto nel lavoro. E una delle cose più belle di chi come me viaggia con una telecamera in spalla e si lancia all’avventura, è il momento in cui qualcosa d’inaspettatamente bello si manifesta all’improvviso. Come una danza. Una danza smodatamente libera e incredibilmente elegante. Si chiama Intore ed è uno dei patrimoni culturali più belli della storia ruandese.

Mi getto nella mischia e comincio ad agitare spalle e braccia. Perché questa è una danza che coinvolge soprattutto la parte alta del corpo, ma non solo.

 

Io in preda all'agitazione, durante la presentazione del libro!

Ultima tappa: Roma. Sono qui per la presentazione del mio libro “Razzismo all’italiana -cronache di una spia mezzosangue” (acquistabile qui o qui). E la tensione sale…

Con un occhio rosso (ovviamente mi si è rotto un capillare il giorno prima) e lo stomaco gorgogliante, entro in libreria e “affronto” ospiti e giornalisti. Ma le facce che ho davanti non sono tese come me, mi sorridono. Dopo qualche secondo mi sento a casa. Perché alla fine a casa lo sono. Sono in Italia, il Paese in cui sono nata. E sono a Roma per parlare delle vicende tragicomiche di un’afroitaliana nella fantastica Valle Padana. Comincio a parlare e lotto per non emozionarmi, per non piangere dalla felicità.

Sono a casa, ma per poco. Domani parto per gli Stati Uniti, ma il mio cuore resta in Italia, le mie radici in Africa.

 

 

 

6 comments

  • Denise
    Denise
    wow, che brava! ma come si danza l'intore? mi sembra di capire che la ragazzi agiti soprattutto le braccia...mi piacerebbe impararla:)

    wow, che brava! ma come si danza l'intore? mi sembra di capire che la ragazzi agiti soprattutto le braccia...mi piacerebbe impararlasmile

  • Gamaliel NIYONSABA
    Gamaliel NIYONSABA
    Complimenti per tutte queste iniziative. Mi ha fatto piacere conoscere te, tua sorella e tuo marito alla presentazione del libro a Roma. La prossima volta vi inviterò a prendere un caffè a casa mia. Vi invidio voi che siete stati in Rwanda l'altro ieri. Sono alcuni anni che non ci sono andato, ma a Dio piacendo ci andrò nei prossimi mesi. Mi sta mancando l'aria della mia patria, devo andare a fare rifornimento! :) Sto finendo di leggere il libro ed è davvero molto interessante ed allo stesso tempo emozionante. Ti auguro ogni bene ed ogni successo! Un forte abbraccio, sorella mia!

    Complimenti per tutte queste iniziative. Mi ha fatto piacere conoscere te, tua sorella e tuo marito alla presentazione del libro a Roma. La prossima volta vi inviterò a prendere un caffè a casa mia.
    Vi invidio voi che siete stati in Rwanda l'altro ieri. Sono alcuni anni che non ci sono andato, ma a Dio piacendo ci andrò nei prossimi mesi. Mi sta mancando l'aria della mia patria, devo andare a fare rifornimento! smile

    Sto finendo di leggere il libro ed è davvero molto interessante ed allo stesso tempo emozionante. Ti auguro ogni bene ed ogni successo! Un forte abbraccio, sorella mia!

  • Gamaliel NIYONSABA
    Gamaliel NIYONSABA
    Ciao, Denise. Se vuoi imparare, contattami. E' un bellissimo ballo caratteristico della nostra patria, Rwanda. L'ho imparato da piccolo nel gruppo di ballo della mia scuola. E poi, bisogna visitare il paese per scoprire gli altri tipi di ballo e ricchezze culturali. Saluti!

    Ciao, Denise. Se vuoi imparare, contattami. E' un bellissimo ballo caratteristico della nostra patria, Rwanda. L'ho imparato da piccolo nel gruppo di ballo della mia scuola. E poi, bisogna visitare il paese per scoprire gli altri tipi di ballo e ricchezze culturali. Saluti!

  • Marilena
    Marilena
    Grazie Gamaliel, è stato fantastico conoscerti. Ora mi organizzo per tornare a Roma, così quel caffè ce lo prendiamo davvero!!!Sì, sono stata felicissima di tornare in Rwanda, l'ultima era stata nel 2009. Sono contenta che il libro ti piaccia, un abbraccio fratello Niyonsaba!!!

    Grazie Gamaliel, è stato fantastico conoscerti. Ora mi organizzo per tornare a Roma, così quel caffè ce lo prendiamo davvero!!!Sì, sono stata felicissima di tornare in Rwanda, l'ultima era stata nel 2009.
    Sono contenta che il libro ti piaccia, un abbraccio fratello Niyonsaba!!!

  • Francesca
    Francesca
    Che bella che sei :-) Ti dona il verde! Mi sarebbe piaciuto venire alla presentazione del tuo libro, ma, ahimè, troppo lontana Roma da qui (Venice) :-( Marilena vorrei farti una domanda un po' delicata, una curiosità diciamo, mi permetti di mandarti un messaggio su fb? Ti ho già fra gli amici :-D

    Che bella che sei :-) Ti dona il verde! Mi sarebbe piaciuto venire alla presentazione del tuo libro, ma, ahimè, troppo lontana Roma da qui (Venice) :-(
    Marilena vorrei farti una domanda un po' delicata, una curiosità diciamo, mi permetti di mandarti un messaggio su fb? Ti ho già fra gli amici :-D

  • Marilena
    Marilena
    Grazie Francesca, sei un tesoro!!! Certo che puoi scrivermi, quando vuoi. Un abbraccio!

    Grazie Francesca, sei un tesoro!!! Certo che puoi scrivermi, quando vuoi. Un abbraccio!

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