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Due pepite di fuoco: Bellamy e Grazia

Grazia Sukubo, a sinistra, affiancata da Bellamy Okot. 

Non hanno peli sulla lingua queste due pepite di fuoco: sono Bellamy Okot e Grazia Sukubo. Le abbiamo viste parlare di razzismo, agitarsi contro chi ne osteggia capelli e colore senza prima informarsi. Due Beyoncé nostrane con un blog da esplorare e una testolina niente male sulle spalle. 

Afroitalian non poteva non intervistare Bellamy e Grazia: blogger, vlogger, attiviste. Preparatevi psicologicamente e sorseggiate un bel caffè sheikerato, prima di tuffarvi nell’intervista più hot dell’estate.

 

 

 

L'INTERVISTA 

 

1. Ragazze mie bellissime, quali sono le vostre fascinose origini?

Bellamy: Io sono nata a Pavia, vivo a Novara e ho origini miste: Sud Sudan da parte di mio papà e Uganda da parte materna.

Grazia: Io sono nata in Italia, in provincia di Foggia. Attualmente vivo a Milano. I miei genitori sono entrambi della Nigeria.

 

2. Avete un bellissimo magazine online (Afroitalian Souls), come è nata l’idea? 

Bellamy: Dalla frustrazione di non essere considerate italiane solo perché di origine africana, e soprattutto dalla mancanza di una rappresentazione degli italiani di seconda generazione, in qualsiasi ambito socio-culturale e politico.

Grazia: L'idea è maturata dopo un mio percorso alla scoperta di una sorta di nuova identità. Ho constatato di esser 100% italiana, pur con il mio 100% nigeriano. Ma nonostante avessi trascorso tutta la vita nel Bel Paese, non mi sentivo per niente rappresentata.

 

 

3. Quali sono i vostri interessi oltre Afroitalian Souls?

Bellamy: Moda, cucina, politica internazionale, tutto ciò che riguarda la bellezza e la cura del corpo e ovviamente la musica, immancabile compagna di vita.      

Grazia: Ho da poco terminato il dottorato di ricerca in campo immunologico ed amo il mio lavoro. Sono una fervente cristiana e cerco di buttarmi a capo fitto nelle cose di Dio. 

 

4. La persona che più amate al mondo.

Bellamy: Non ce n’è una. Il mio nucleo familiare più vicino (genitori e fratelli).

Grazia: Oltre alla mia famiglia, amo Gesù, la persona che ha totalmente e letteralmente mutato la mia vita influenzandola per il meglio.

 

5. L’uomo ideale è in Italia o in Africa? 

Bellamy: Mah… chi può dirlo? Per me è importante che abbia un background culturale simile al mio: mi riferisco al legame con l’Africa, perché renderebbe la vita coniugale e familiare molto più semplice (sono una pigrona e non avrei la pazienza di spiegare la ragione che sta dietro a certe usanze e mentalità tipicamente africane, meglio che sia già addestrato).  

Grazia: Per me la sua cittadinanza non è importante, è fondamentale che condividiamo lo stesso proposito, lo stesso obbiettivo nella vita, per poter camminare insieme al medesimo passo e ritmo.

 

 

6. Vi sentite più italiane o più africane?

Bellamy: La risposta a questa domanda cambia ogni stagione. Non lo so proprio. Sono ancora in cammino nel tragitto che conduce alla piena conoscenza delle mie origini. E’ un viaggio lungo, ma sento di non essere lontana dalla meta. Ci sono aspetti della cultura ugandese e sudanese che disapprovo al 100%, non li concepisco proprio e pertanto non mi appartengono, ma li rispetto. Se ci penso però, lo stesso vale per alcune peculiarità dell’Italia… In realtà mi sento una cittadina del mondo. Colpa dell’essere cresciuta respirando a stelle e strisce… Non ho ancora un’identità culturale definita.

Grazia: Come ho detto prima, entrambe le parti. Mi accorgo che in alcuni contesti, le percentuali cambiano lievemente sfumandosi, ma alla fine sono quello che sono: nigero-italiana.

 

7. Il razzismo in Italia esiste? Io ci ho scritto un libro, Razzismo all’italiana (acquistalo qui).

Bellamy: Certo che esiste, come in tutti i paesi con una maggioranza non nera. Purtroppo negli ultimi anni mi sembra si stia facendo un dietro-front, con l’acuirsi dell’intolleranza nei confronti degli extra-comunitari, capro espiatorio della crisi finanziaria in Italia. 

In realtà le discriminazioni sono verso i paesi del Terzo Mondo: un afroamericano o un inglese nero, vengono trattati con più rispetto di un africano o un pakistano… 

Mi ritengo fortunata perché non ho mai subito eclatanti episodi di razzismo. Col senno di poi, credo di essere cresciuta in una comunità dove si bada molto alla reputazione e alle buone maniere, pertanto i pensieri razzisti e xenofobi vengono espressi tra le mura di casa o in foreigners-free zone.

Grazia: Il razzismo esiste e non ha confini. A mio avviso non è frutto dell’ignoranza, ma dell’ostinatezza. Imputiamo sempre all’altro la colpa di esser diverso da noi, sul piano etnico, politico, socio-culturale. Più ci ostiniamo a inscatolare ciò che non ha scatole, più si crea astio. 

A mio avviso il razzismo è come una guerra civile, mentre tutti noi apparteniamo alla stessa razza: quella umana. Ho subito dalla 4° elementare sino alla 5° superiore bullismo, a causa sia della mia pelle che del mio accento (troppo del sud per una che viveva al nord). Il risultato di questi feroci 9 anni? Ora il mio accento cambia a seconda delle persone che ho attorno: un minuto è pugliese e nell’istante successivo può diventare romano o emiliano.

 

 

8. Avete una bella testa su un corpo da favola, è mai stato un problema per voi?

Bellamy: Grazie! Ma non mi considero così bella. Conosco i miei pregi e difetti, e col tempo ho imparato a valorizzare i primi e nascondere i secondi. Mi ci sono voluti anni per acquisire la sicurezza di oggi, per volermi bene. Non è stato semplice perché sono cresciuta in una città dove la mia fisicità non corrispondeva all’ideale di donna gettonata… Sapevo di non piacere e la mia reazione naturale è stata quella di curarmi il più possibile (sport, dieta ferrea, pelle impeccabile, abbigliamento e capelli sempre in ordine, ottima dialettica….). Oggi sono molto attiva sui social e avendo un blog incentrato sulla bellezza nera, so che ci sono ragazze 1000 volte più attraenti di me: ciò mi aiuta a non montarmi la testa quando ricevo dei complimenti.

Grazia: Grazie per il complimento, decisamente inaspettato. Fino a qualche anno fa avrei detto di sì. Avendo avuto un’idea distorta del mio aspetto, ero troppo ipercritica verso di me, perché non mi sentivo vicina minimamente ai canoni che mi si proponevano. Ora sarà l’età, o questa rivoluzione che è entrata a far parte della mia vita, mi vedo con occhi diversi. Non ho bisogno di approvazioni esterne o likes per apprezzarmi. Perché la bellezza è vanità. L’importante è avere un buon involucro, come quello che avvolge un libro avvincente, che lasci il lettore senza fiato: e non ad ogni pagina, ma nei momenti opportuni. E posso dirlo con tutta l’umiltà del caso, il mio libro sta proprio uscendo bene, anche perché è scritto a 4 mani, eheheheh.

 

 

9. Pregi e difetti del nostro Bel Paese.

Bellamy: 

Pregi: la buona cucina, l’attaccamento alle tradizioni, ai valori sani – anche se purtroppo si stanno perdendo tra le ultime generazioni-, la voglia di stare in compagnia, di condivisione. Gli italiani sono un popolo accogliente per natura, o almeno questa è la mia esperienza.

Difetti: l’omertà, la pigrizia mentale che ostacola i cambiamenti positivi e necessari in diversi settori: dalla tecnologia alla musica, alla mentalità internazionalista. Ciò che è nuovo e inusuale, spaventa. Infine, la quasi totale mancanza di senso civico e la difficoltà ad assumersi le proprie responsabilità. Siamo un popolo che crea mille scuse, e punta il dito cento volte prima di farsi un bell’esame di coscienza tentando di risolvere i problemi in modo razionale.

Grazia: 

Difetti: Il Bel Paese è sempre stato, volente o nolente, aperto alle nuove culture; tuttavia, rimane un po’ provinciale. La maggior parte delle persone segue correnti di pensiero, poche ne formulano. Quindi lo trovo un paese dubbioso, che si fa trascinare ora a destra e ora a sinistra al mutare del vento (lungi da me parlare di politica). 

Pregi: la sempre acclamata cucina -anche se poche persone oggi giorno sanno cucinare-, i luoghi noti che le hanno reso il titolo di Bel Paese, la cultura, l’amore per le tradizioni. Aggiungerei il senso della famiglia, con i suoi alti e bassi.

 

 

10. Pregi e difetti della nostra Africa.

Bellamy: Posso parlare dei paesi che ho avuto modo di conoscere: quelli dei miei genitori (Sud Sudan e Uganda), Ghana e Nigeria; e di ciò che ho sentito dire da altre persone. 

Pregi: Spirito di accoglienza, condivisione anche quando si ha poco o niente, amore per la famiglia, rispetto verso anziani e tradizioni, il superare le difficoltà col sorriso -siamo maestri nel fare buon viso a cattivo gioco-.

Difetti: Corruzione, autolesionismo -nel senso che si è propensi a ostacolare la crescita del  connazionale per invidia, anziché guardare al beneficio che il suo successo può dare a tutta la comunità-. La mentalità del guadagno minimo e immediato, piuttosto che l’investimento a lungo termine e più proficuo. L’attaccamento morboso alla religione e all’esoterico. Il disinteresse verso lo sviluppo del sistema scolastico e accademico: in Uganda, ad esempio, ho recentemente scoperto che meno del 50% dei laureati ha le competenze per entrare nel mondo del lavoro, assurdo.

Grazia: Parlerò dei difetti e pregi della Nigeria. 

Difetti: Dunque, la Nigeria è una perla nelle mani di chi non la sa apprezzare, questo è il suo difetto più grande. Sotto alcuni aspetti non la vedo diversa dall’Italia. Manca il senso nazionale di unità -prendendo in prestito una massima di Massimo d'Azeglio: “Si è fatta la Nigeria, ma non si fanno i nigeriani”-. La corruzione è presente a più livelli; c’è un bisogno smodato di guadagno. Un altro difetto è lo sguardo ossessivo verso gli USA, modello soprattutto nei contenuti dell’intrattenimento.  

Pregi: l’amore per la famiglia è sicuramente al primo posto. La fede delle classi più povere. Il cuore pulsante è proprio la speranza verso il futuro, il desiderare che i propri figli abbiano un’istruzione adeguata. Aggiungerei la tradizione, le lingue, la moda, la classe… insomma, la Nigeria.

  

 

11. Un consiglio beauty per i lettori di Afroitalian.

Bellamy: Bevete molta acqua, date più importanza allo skin care che al trucco, e non trascurate le sopracciglia!

Grazia: Amatevi, questo implica fare quelle piccole scelte che vi coccolano. Come mantenere la pelle idratata bevendo acqua, dire no al fumo -noto nemico di polmoni, denti, pelle. C’è un famoso detto: “black don’t crack”; in realtà può vacillare eccome sotto l’effetto nicotina-catrame.

12. Dove saranno Bellamy e Grazia tra dieci anni e cosa faranno?

Bellamy: Non lo so. Sicuramente non mi vedo a lavorare in un unico settore: vorrei riuscire a trasformare tutte le mie passioni in una fonte di guadagno e magari eccellere in tutto. Senza fissa dimora, mi piacerebbe cambiare frequentemente città o paese di residenza. In realtà ho un’idea precisa dello stile di vita che vorrei avere e di chi vorrei diventare, ma sono troppo scaramantica per rivelarlo. Dal punto di vista personale, mah… Il mio spirito materno è praticamente inesistente, non so se sarò madre fra dieci anni; sposata invece sì, me lo auguro.

Grazia: Grazia tra 10 anni si troverà ovunque Dio la voglia: forse a dirigere un laboratorio di ricerca con passione. Con una famiglia strepitosa che lascia il segno ovunque si trovi. Sarò più impattante che mai, una leader di cuori.

 

 

AfroitalianSouls.it

 

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Comments

July 23, 2016 @03:05 am by — AnnaButterfly
 

wow, altro che pepite di fuoco! Finalmente qualcuno che parla senza farsi problemi. Terrò sicuramente d'occhio il loro blog, grazie per avercelo segnalato Marilena!

July 22, 2016 @01:44 pm by — Vanessa
 

Mi piace molto la frase finale di Grazia: sarò più impattante che mai, una leader di cuori. Anch'io lo spero per me stessa fra dieci anni. Chissà!

July 22, 2016 @09:38 am by — Jacqueline
 

volevo dire origini AFRICANE

July 22, 2016 @09:37 am by — Jacqueline
 

Ragazze siete bellissime. Mi piacete sia coi capelli al naturale che con tutte le altre acconciature. Anch'io come voi convivo con le mie origini italiane in un paese dove non sempre mi sento accettata. Mi ritrovo molto in Grazia, anch'io sono nata nel sud e questo comporta il cambiare accento a seconda delle persone con cui mi trovo. In bocca al lupo per i vostri progetti ragazze!

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