Benvenuti a bordo Afroitaliani-su sta nave non s'affonda

 

Razzismo all'italiana

Scopri delle avventure di un'afroitaliana nella mitica Val Padana sul mio nuovo libro.

La prefazione è firmata Cécile Kyenge!

Acquistalo qui.

Vuoi adottarlo nella tua città? Puoi farlo qui!

How music dies


Esplora voci e culture dal mondo attraverso il testo più hot sulla world music, firmato dal produttore Grammy, Ian Brennan. E sogna attraverso le foto della sottoscritta per catapultarti in villaggi sconosciuti, deserti sconfinati e isole proibite. In inglese, per puri cultori musicali;D

Acquistabile qui!

Social

Salvate Marie-Claire, dal Rwanda!

 

 

 

 

SALVATE MARIE-CLAIRE!

 

La bambina con l'occhio gonfio è Marie-Claire. Viene dal Rwanda, paese di mia madre, e soffre di un tumore terminale a occhio e cervello.

Aiutateci a salvarla, ha solo 11 anni ed è orfana di madre.

Cliccate qui per donare.

Per saperne di più, cliccate qui

 

SUPPORT AFRICAN MUSIC

 

 

 

Un'afroitaliana in America 4: Grammy's, red carpet e benedizioni a go go

 

RESURRECTION

Helloooooo!!!Finalmente resuscito dopo ben due settimane di assenza dal mio blog. Ero super busy, impegnatissima con il lavoro, il libro, i Grammys…

I Grammy’s, sì, gli Oscar della musica. Ok, partiamo dall’inizio.

Mentre scrivo mi trovo davanti a una enorme finestra con vista collina e scoiattoli. Unica pecca: le persiane nuove. In pratica mia suocera non le vuole aperte per nessun motivo, quindi non mi rimane che rincorrere la luce tra i pochi spiragli che me lo concedono.

Ma ritorniamo a noi. Pancia piena della mia colazione latte di riso mixato a soia e granola. 

E cominciamo da capo.

Lunedì scorso mio marito Ian e io abbiamo partecipato ai Grammy’s, il nostro album, Zomba Prison Project (non l’avete ancora ascoltato, come on!), è stato nominato come miglior World Music Record. Non è la prima nomination per mio marito, anzi: nel 2012 aveva pure vinto, nella stessa categoria, per l’album della leggendaria (almeno per me) band touareg, Tinariwen (l’album è Tassili, lo a-do-ro). In quell’occasione eravamo anche in compagnia di mia sorella Daniela. E’ lei il nostro talismano, il portafortuna che ci è mancato stavolta*-*

 

Angelique Kidjo, splendida vincitrice del miglior album World Music

 

COME FUNZIONA AI GRAMMY’S

In pratica il pre-show comincia alle 12:30. Qui vengono consegnati già diversi premi, tra cui quello che interessa a noi. Intervengono diversi presentatori, più o meno noti, e svelano la famosa busta contenente la categoria premiata e il vincitore. E apriamo una parentesi. Il nostro album era in lizza contro Angelique Kidjo, Gilberto Gil, Ladysmith Black Mambazo e Anoushka Shankar: la prima è una cantante dal Benin famosissima, il secondo è un noto musicista e politico brasiliano, i Ladysmith sono una vecchia band dal Sudafrica e Anoushka è la figlia del super noto padre Ravi Shankar e sorella della più nota Norah Jones. Cioè. Mostri sacri della musica. 

Immaginate la nostra sorpresa nel vedere questo album nominato. E’ un progetto bellissimo, che dà voce ai carcerati del Malawi, che apre una finestra sulle loro orribili condizioni di vita, gridate nelle loro canzoni: AIDS, pentimento, perdono, gelosia, amore, rabbia, impotenza.

Un lavoro importante ma non altrettanto noto e radicato/connesso.

 

La cover del nostro album nominato ai Grammy's "I have no everything here"

 

QUEL CHE COMBINIAMO IN GIRO PER IL MONDO

Ian e io viaggiamo in cerca di musica di strada, pura, senza filtri, onesta. Così abbiamo prodotto album di artisti sconosciuti come i Malawi Mouse Boys, Acholi Machon (Sud Sudan) o i Good Ones (Rwanda) e abbiamo avuto l’onore e la fortuna di portarli in tournée in Europa, Stati Uniti, Australia.

Sono tutti musicisti che alla domanda “conosci Elvis Presley?” ci hanno risposto “no”, o ancora “conosci Bob Marley?” “no”. Persone che vivono in luoghi remoti e non sono influenzate dalla musica invasiva dell’Occidente. 

Di questo e di più parla il libro di Ian “How music dies (or lives)”, che stiamo portando in giro per gli Stati Uniti. Se leggete l’inglese ve lo consiglio, ci sono un sacco di chicche sulle band con cui abbiamo lavorato, adornate da una critica sull’assenza di voce degli artisti dal terzo mondo.

 

 

MA TORNANDO AL RED CARPET

Sicché si fanno le 3.30 e noi andiamo su ‘sto tappeto prima che vengano i VIPS veri, mica noi. In pratica entri in questa tenda mega, preceduta da un red carpet che continua e continua e continua… Appena arrivi devi cercare il tuo tutor, la persona che ti presenterà alle varie stazioni tv per le interviste. Fai le interviste: prima domanda per me “Chi è il tuo stilista?” e io “Nessuno, son qua a rappresentare il paese più povero al mondo”. Le altre domande sono più smart, abbiamo modo di parlare del progetto e fila tutto liscio.

Alla fine del tappeto, la zona fotografi. Passo la borsetta alla ragazza super gentile che ci accompagna e ci appostiamo nelle quattro zone del tappeto dove i fotografi sono pronti a accecarti coi loro flash. All’inizio, paura: altro che Beyoncé! Mi sono aggrappata tutto il tempo a mio marito, tipo campagnola spaurita. Dopodiché qualcosa è scattato in testa e mi son detta, ok tutto questo è assurdo, in Malawi la gente muore di fame e io sono su questo red carpet dove ci dovrebbero essere loro (tra parentesi, i prigionieri ovviamente non potevano esserci)… ma alla fine mi sono tirata insieme, ho sorriso, appoggiato il braccio destro sul fianco tentando di ricordare cosa fa la gente sulle riviste che leggo dal parrucchiere, e mi sono lasciata andare al momento. Un bellissimo momento.

 

Abuba, il bambino in prigione con la nonna

 

CHE DIO CI BENEDICA

E così ora, dopo il glamour dei Grammy’s, sono a casa dei miei suoceri. In testa un sacco di idee e progetti e la consapevolezza costante che ciò che ho ora potrei non averlo domani, che mentre scrivo al computer c’è gente che non ha carta da scrivere, che non va a scuola, che sta morendo o è ingiustamente imprigionata perché gay o “strega”. Che mentre ingollo la mia granola ci sono bimbi con le loro mamme, in prigione, che si contendono radici e farina coi ratti. E tutto questo me lo ricordo, me lo ricordo eccome, e ringrazio dio di essere viva, di avere un tetto, di poter viaggiare e raccontare. E avere qualcuno che legge ciò che scrivo, il che è un miracolo di per sé.

 

Ti potrebbero anche interessare:

UN'AFROITALIANA IN AMERICA: TV E AFRO HAIR (+DONALD TRUMP)

 

UN'AFROITALIANA IN AMERICA 2: HILARY, OPRAH, BILL COSBY, IGIENISTE RAZZISTE...E NETFLIX ITALY

 

 

UN'AFROITALIANA IN AMERICA 3: BLACK HISTORY MONTH, BI***S!

 

GRAMMY'S 2016: IL NOSTRO ALBUM ZOMBA PRISON PROJECT E' STATO NOMINATO 

 

 

 

Comments

February 24, 2016 @09:37 am by — ClaraPinna
 

Che bel lavoro che fate ragazzi, continuate così, mi raccomando. Là fuori ci sono persone con voci che meritano di essere ascoltate

February 23, 2016 @01:29 pm by — Marilena
 

@Martina94 Grazie Martina, ascolta l'album, è fantastico. Sì, era la prima volta sul red carpet, ma la terza ai Grammy's, con altri artisti. Un abbraccio!

February 23, 2016 @01:23 pm by — Marilena
 

@Arianna Grazie mille!!!

February 23, 2016 @12:30 pm by — Martina94
 

E' un bel progetto, bellissimo. Sicuramente ascolterò l'album, non riesco a immaginare l'emozione di essere lì. Era la prima volta? Un saluto da Bologna!

February 23, 2016 @11:58 am by — Arianna89
 

Congratulazioni ragazzi

Leave a comment:

  •